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Evo Electric, l’elettrica meno cara del mercato

Arriva l’auto elettrica più economica del mercato: è la Evo della DR Automobiles. Quindi prima di qualsiasi cosa partiamo dal prezzo. La macchina costa infatti 19.900 euro, un traguardo raggiunto sottraendo al prezzo di listino (29.900) lo sconto dei concessionari, il contributo rottamazione statale ed uno speciale sconto che la casa ha messo a disposizione per l’emergenza Covid19, fino al 30 aprile poi si vedrà.

Però nelle regioni dove il contributo locale va ad aggiungersi a quello statale, il costo finale della Evo Electric potrebbe essere pari a quello di un’utilitaria a benzina. Il tutto con acquisto online e consegna a domicilio della macchina, come fosse un cassa di acqua minerale.

Detto questo, passiamo a cercare di capire come è fatta questa nuova elettrica: ha un’autonomia di 300 km, una velocità massima di 130 orari e un motore da 85 kW, pari a 116 Cv con una coppia massima di 270 Nm. La trazione è anteriore, ma le batterie sono comunque al litio, da 40 kwh, mentre l’assorbimento del caricabatteria è di 6,6 kw. Così con la ricarica lenta si fa il pieno in 8 ore e con quella veloce in 40 minuti.

Insomma siamo davanti ad una macchina molto strana, interessante: le prestazioni sono da vettura da città, ma poi le dimensioni sono importanti, da Suv: la Evo Electric è infatti una cinque posti, lunga 4,1 metri e pesa 1500 kg, con una capacità del bagliaio variabile da 250 a 450 litri.

Di livello, poi, come da tradizione DR, la dotazione di serie visto che l’allestimeno (unico) prevede cerchi in lega, interni in ecopelle, fari a led, sistema mirror screen per Android ed iOS, park assyst con 8 sensori di parcheggio, 4 telecamere con visione a 360°, sistema di controllo della carreggiata e sistema antitamponamento evoluto.

Alla Dr però – essendo attentissimi ai costi – rimangono con i piedi per terra. E proprio quando presentano l’elettrica, sottolineano che “l’utilizzo di carburanti alternativi come il GPL rappresenta oggi la scelta più pratica, perché basta semplicemente fare rifornimento, conveniente, perché i consumi sono ridotti ed il costo del GPL è molto inferiore rispetto ai tradizionali carburanti, ecocompatibile, grazie a basse emissioni di CO2, che esonerano anche i modelli a combustione della linea EVO by DR dall’ecotassa e dai blocchi alla circolazione, sempre più diffusi nelle nostre città”. La sfida nel settore delle auto green, si sa, si combatte su tutti i fronti…

Fonte Repubblica.it

Salone auto di Ginevra a porte chiuse

Il salone di Ginevra è stato cancellato dal coronavirus ma il mondo dell’auto ha reagito improvvisando uno show tutto virtuale. Cosa vuol dire? Semplice. Innanzitutto che le anteprime previste potrete vederle tutte (o quasi) in diretta streaming. Invece che dagli stand del Palexpo svizzero dai quartieri generali delle varie case. Rispettando orari e contenuti delle conferenze proprio come sarebbe dovuto accadere a Ginevra. Uno show virtuale che va in scena per la prima volta e che potrebbe essere anche una prova generale di un futuro salone 2.0.

Uno show che noi raccontiamo a partire da subito con una diretta dei principali avvenimenti attraverso i quali sveleremo tutti i modelli più attesi, dalla nuova Audi A3 alla futura Bmw i4 elettrica insieme ai vari concept che ci faranno capire, meglio di tante parole, dove sta andando davvero il mondo della mobilità.

Un salone tutto da scoprire che si concluderà domani con il debutto della Fiat 500 elettrica e l’uscita in edicola con Repubblica del mensile Motore dove troverete tutto questo ed altro. A cominciare proprio dal racconto del Salone cancellato dal virus e rinato sulla rete.

Fonte Repubblica.it

Nuovi sedili riscaldati Morphable Jaguar

Jaguar Land Rover sta sviluppando il sedile del futuro – capace di adattare la propria forma con l’obiettivo di ridurre i rischi per la salute derivanti dal rimanere seduti troppo a lungo.

Il sedile “Morphable”, sperimentato dalla divisione Body Interiors Research di Jaguar Land Rover, incorpora nell’imbottitura una serie di attuatori che, con costanti microregolazioni, trasmettono al cervello la sensazione della camminata; tali regolazioni potrebbero essere personalizzate individualmente.

Oltre un quarto della popolazione mondiale – 1,4 miliardi di persone – conduce una vita sempre più sedentaria*, che può influire negativamente sui muscoli delle gambe, delle anche e dei glutei, causando dolori alla schiena. I muscoli indeboliti facilitano inoltre gli strappi e le cadute.

Simulando il movimento della camminata, questo sistema può contribuire a ridurre i rischi per la salute derivanti dal rimanere seduti troppo a lungo durante i viaggi; ad esempio, l’automobilista medio britannico guida settimanalmente per circa 235 chilometri**.

Il Dott. Steve Iley, Chief Medical Officer di Jaguar Land Rover, dichiara: “La salute dei nostri clienti e collaboratori è sempre al centro dei nostri progetti di ricerca. Con la nostra esperienza ingegneristica sviluppiamo i sedili del futuro, dotati di tecnologie inedite per il mondo automobilistico, in grado di contribuire a mitigare un problema che colpisce la gente in tutto il mondo.”

I veicoli Jaguar Land Rover già vantano il design ergonomico più avanzato, con regolazioni multidirezionali, funzione massaggio e controllo del clima sull’intera gamma. Il Dott. Iley dà anche alcuni suggerimenti per la migliore posizione di guida: dal togliere dalle tasche gli oggetti voluminosi alla corretta posizione delle spalle, dalla necessità di mantenere verticali la spina dorsale al supporto per le cosce per ridurre i punti di pressione. A questo link qui è disponibile il video.

La ricerca rientra nel costante impegno di Jaguar Land Rover di migliorare il benessere dei propri clienti grazie all’innovazione tecnologica. I progetti precedenti comprendevano una ricerca volta a diminuire gli effetti della chinetosi e l’impiego della luce ultravioletta per impedire la diffusione di influenza e batteri.

Complessivamente questi progetti mirano alla Destinazione Zero, l’ambizione Jaguar Land Rover di rendere la società più sicura e sana, e l’ambiente più pulito – in un futuro responsabile per i nostri collaboratori, i clienti e le comunità. Attraverso una continua innovazione Jaguar Land Rover adatta prodotti e servizi al rapido mutare del mondo.

Fonte Jaguar.it

Gli specchietti virtuali arrivano anche in Europa

Dopo averli annunciati nel 2018, la Lexus ha reso disponibili in Europa i retrovisori esterni digitali. Il primo modello che li utilizzerà sarà la berlina ES Hybrid, che sarà esposta al Salone di Ginevra: per vederli nelle concessionarie italiane bisognerà però attendere fino al prossimo mese di ottobre.

La tecnologia e l’ergonomia. Al posto degli specchietti tradizionali, il sistema prevede la presenza di due piccole telecamere ad alta risoluzione che inquadrano un’area più ampia intorno al veicolo e trasmettono le immagini a due schermi da cinque pollici posizionati internamente, alla base dei montanti anteriori. Le unità esterne sono dotate di riscaldatori integrati per evitare il congelamento o l’appannamento e sono posizionate in modo tale da non essere disturbate da pioggia o neve. È presente anche un sensore di luminosità che riduce automaticamente l’abbagliamento dei fari dei veicoli che seguono durante la guida notturna. In questo modo il guidatore ha una visione migliore e più nitida della zona laterale e retrostante in ogni condizione di guida, riducendo i punti ciechi e migliorando, di conseguenza, la sicurezza di marcia. Le videocamere, inoltre, sono posizionate in alloggiamenti che, essendo più compatti e aerodinamici del retrovisore classico, ostacolano meno il campo visivo del guidatore e contribuiscono a creare meno fruscii aerodinamici, aumentando la silenziosità e il confort nell’abitacolo.

Gli aiuti al guidatore. Quando si utilizzano gli indicatori di direzione o si inserisce la retromarcia, gli schermi automaticamente mostrano una visuale estesa dell’area a fianco e dietro la vettura, eliminando punti ciechi e consentendo manovre più sicure. Il sistema dà una mano anche durante il parcheggio: in questa fase sui monitor compaiono delle linee che indicano le distanze di 20 e 50 cm dal paraurti posteriore e di 50 cm lungo ciascun lato dell’auto. Queste vengono mostrate anche in un’icona sul display che raffigura la posizione dell’auto vista dall’alto. Durante la guida su strade a più corsie il guidatore viene invece aiutato a valutare la posizione delle altre vetture grazie a linee di riferimento in sovraimpressione che indicano distanze di cinque, dieci e 15 metri fino a 70 km/h. A velocità più elevate si aggiunge una linea che indica i 30 metri di lontananza.

Fonte Quattroruote.it

Al via l’Rc familiare: pro e contro della nuova norma

Conto alla rovescia per l’arrivo della cosiddetta polizza Rc familiare, cioè l’estensione della migliore classe di merito bonus/malus presente all’interno del nucleo familiare anche a veicoli di tipo diverso. La norma, che permette di applicare la cosiddetta legge Bersani, finora limitata allo stesso tipo di veicolo, a tutti i mezzi, avrebbe dovuto entrare in vigore a fine dicembre ma il cosiddetto decreto milleproroghe, attualmente in fase di conversione in legge in parlamento, ne aveva rinviato l’applicazione a domenica 16 febbraio.

Come funziona. Da lunedì, dunque, un automobilista con classe di merito 1, per esempio, potrà stipulare una polizza per una moto, acquistata nuova o usata, ottenendo la stessa classe dell’auto. E viceversa, ovviamente. Da notare che la norma riguarda anche i contratti in essere, non solo quelli futuri. Al prossimo rinnovo dell’assicurazione, dunque, si potrà esercitare questo diritto. Per esempio, un ragazzo, titolare di una polizza per una moto, potrà rinnovare la polizza ottenendo la classe di merito più bassa dei genitori.

Stangata in caso d’incidente. C’è però una novità rispetto alla formulazione iniziale della norma: nel caso in cui il veicolo, per esempio, una moto, a cui è stata applicata la classe di una macchina, sia coinvolto in un incidente con colpa, il malus sarà più pesante: non due classi, come di solito accade, bensì fino a cinque, se l’indennizzo costerà all’assicurazione più di 5 mila euro. La novità è contenuta in un emendamento approvato ieri dalla commissione trasporti della camera al cosiddetto decreto mille proroghe, che dovrà essere convertito in legge entro il 28 febbraio.

Fonte Quattroruote.it

Ibrida, elettrica, diesel: ma che macchina devo comprare…

La domanda più semplice, per chi se ne intende di automobili, è diventata la più complicata. Non si può indicare quale sia la soluzione giusta per chi vuole cambiare auto oggi, se non se ne conosce il profilo di utilizzo.

In parole povere, non esiste più l’auto che va bene per tutti e in qualsiasi occasione. La tecnologia offre più soluzioni rispetto al passato e la questione ambientale ormai è prioritaria, soprattutto nelle città. Il mal di testa da cambio auto, comunque, può essere evitato avendo in mente pochi ma decisivi fattori e alcune caratteristiche chiave di ogni soluzione.

L’elettrificazione è certamente il processo dominante. Auto ibride di tipo Mild-hybrid, Full hybrid, Plug-in hybrid e modelli esclusivamente elettrici sono i protagonisti assoluti dell’evoluzione in corso. Ma non esistono soltanto loro, ci sono le sempreverdi – da più punti di vista – auto a gas Gpl e a metano. E naturalmente è molto ampia l’offerta di versioni non ibride alimentate a benzina o diesel.

L’ibrido Mild-hybrid è caratterizzato da un piccolo motore elettrico e da una piccola batteria. Questi due componenti aggiuntivi consentono lo spegnimento del motore durante le soste e un’aiutino della parte elettrica a quella tradizionale in accelerazione, oltre al prezioso recupero di energia durante le decelerazioni. Il vantaggio nell’acquistarla è che attualmente – anche se non si sa per quanto tempo ancora – è equiparata sul libretto di circolazione alle altre ibride. Gode quindi, dove ce ne sono, dei privilegi concessi alle auto ibride. Con poche centinaia di euro di incremento nel prezzo, si ha un’auto elettrificata che inquina e consuma un po’ meno. Ben presto quasi tutti i modelli a benzina e diesel saranno perlomeno Mild-hybrid.

L’ibrido Full-hybrid ha un motore elettrico decisamente più potente rispetto al Mild-hybrid. Questo consente all’auto di viaggiare in modalità zero emissioni, col motore tradizionale spento, per un’elevata percentuale del tempo e dei chilometri percorsi. Si tratta di tratti in modalità elettrica piuttosto brevi, ma ripetuti di continuo, appena ce ne sono le condizioni. I consumi e le emissioni, nel confronto con auto non ibride, sono ridotti di una percentuale maggiore rispetto al Mild-hybrid. La riduzione è particolarmente sensibile se si circola principalmente in città. Chi vuole entrare nell’era dell’elevata elettrificazione senza cambiare abitudini, fa bene a prendere in seria considerazione questa tecnologia.

Le auto Plug-in hybrid, come le Full-hybrid, hanno un motore elettrico che permette lo spostamento in modalità solo elettrica del veicolo, ma hanno batterie più grandi e ricaricabili anche dall’esterno. Questo consente qualche decina di chilometri di percorrenza ininterrotta in modalità zero emissioni. Quando funzionano a batterie scariche possono avere caratteristiche simili alle Full-hybrid, ma questo cambia da modello a modello in base alla tecnologia del singolo costruttore. Chi fa piccoli spostamenti quotidiani e vuole entrare nell’era della mobilità a zero emissioni, fa bene ad andare a provare una Plug-in hybrid in concessionaria. La condizione per un acquisto soddisfacente è nella possibilità di ricaricare l’auto nel proprio garage oppure sul posto di lavoro. Il prezzo è più alto rispetto ai modelli non ricaricabili e si avvicina a quello dell’auto elettrica. In caso di viaggio, però, la plug-in hybrid consente di spostarsi senza dover pianificare soste alle colonnine. E senza l’inconveniente dei tempi di ricarica, decisamente più lunghi del pieno alla pompa anche in caso di ricarica veloce.

Le auto esclusivamente elettriche a batterie sono certamente le più pulite e le più moderne. Soprattutto se si ricarica con energia prodotta da fonti rinnovabili, com’è garantito da alcune offerte sul mercato. Per valutarne l’acquisto si deve poter accedere quotidianamente con sicurezza a un punto di ricarica, preferibilmente nel proprio garage e sul posto di lavoro. Per gli spostamenti più lunghi si deve pianificare con attenzione il percorso, controllando con cura i luoghi e i tempi di ricarica. Si tratta di una scelta possibile e affascinante, che può far uscire completamente l’auto e l’automobilista dalla trappola dei combustibili fossili e delle emissioni. L’auto ha un prezzo più alto ma l’efficienza del motore elettrico, la bassissima manutenzione e il costo dell’elettricità consentono un risparmio nell’utilizzo. Se ci si muove principalmente in città e si è nelle condizioni indicate, può convenire alle tasche e all’ambiente.

Le auto a gas Gpl e metano in questo momento sono offuscate dalla grande attenzione all’elettrificazione. L’impatto ambientale, specialmente in una prospettiva di diffusione del biometano, prodotto da fonti rinnovabili e non di origine fossile, è molto basso. Guardando all’aspetto economico, nell’utilizzo quotidiano sono nella maggior parte dei casi le più convenienti. Da tenere in seria considerazione se c’è un’infrastruttura di rifornimento presso la quale ci si può recare con regolarità e non si ha ancora voglia di elettrificare la propria esperienza di guida.
Le auto a benzina non ibride sono le principali protagoniste del mercato attuale. Per le auto da città rappresentano ancora l’opzione numero uno, con un’ibridizzazione Mild-hybrid destinata a diffondersi sempre di più. Mentre l’auto elettrica cresce nei numeri, nell’infrastruttura e nella maturità, questa è la tecnologia a buon mercato per la città.

L’auto diesel oggi è guardata con sospetto da una parte degli automobilisti. Dopo essere stata la regina incontrastata del mercato, rappresenta ancora la prima scelta se si fanno molti chilometri e si viaggia principalmente su percorsi extra-urbani. L’economicità del diesel è fuori dubbio, con elevate percorrenze chilometriche per ogni litro e – a maggior ragione – per ogni euro speso alla pompa per il gasolio. Anche in questo caso il Mild-hybrid è destinato a diventare la regola. L’incognita è per chi vive nelle città, che in alcuni casi ne vietano la circolazione nei blocchi del traffico a prescindere dall’anno e dalla normativa di immatricolazione.

Fonte Repubblica.it

Tassazione auto aziendali: quanto è penalizzata l’Italia rispetto agli altri Paesi europei?

Facendo un paragone con gli altri Paesi d’Europa, la tassazione delle auto aziendali italiana non ha eguali (in senso negativo, si intende). Una situazione che si protrae da decenni. Vediamo quanto sono penalizzate le imprese del nostro Paese in termini di deducibilità e detraibilità Iva.

Le recenti parole del premier Giuseppe Conte sulla tassazione delle auto aziendali hanno mitigato, almeno in teoria, la situazione di cui si parla da settimane. Il giro di vite sulle vetture in fringe benefit previsto dalla bozza della legge di Bilancio della Manovra 2020 sarà soggetto, a detta del primo ministro, a “revisioni sostanziali”.

tassazione auto aziendali

Un alleggerimento auspicato che però non cambia un dato di fatto: in materia di fiscalità sulle auto aziendali, l’Italia è già molto penalizzata rispetto agli altri Paesi europei. E non è così da adesso, bensì da tanti anni. Quanto penalizzata? Lo approfondiamo in questo articolo.

Approfondisci: perché il provvedimento sulle vetture fringe benefit sarebbe un clamoroso autogol

TASSAZIONE AUTO AZIENDALI: DEDUCIBILITÀ

In Italia, le auto aziendali a uso promiscuo hanno una deducibilità fissata al 70%, percentuale che, invece, scende al 20% nel caso delle auto in pool (non assegnate). Solo per agenti e rappresentanti di commercio, questa soglia si alza all’80%. Ciò significa che, nella maggior parte dei casi, l’azienda del nostro Paese non deduce almeno il 30% dei costi. Proprio su questo aspetto, è visibile la prima grande differenza tra l’Italia e gli altri major markets europei: in Spagna, Germania, Regno Unito e Franciala deducibilità è al 100%.

C’è poi da considerare il limite di deducibilità fiscale per le auto a noleggio, che in Italia è fermo da oltre due decenni a 3.615 euro (18.076 euro in caso di acquisto o leasing). In Spagna e Germania, invece, non esiste alcun tetto, mentre nel Regno Unito il limite considerato è di 18.200 euro e in Francia di 18.300 euro. Cifre, come si vede, decisamente più alte rispetto all’Italia.

DETRABILITÀ IVA: ITALIA UNICO CASO

C’è poi l’altro grande capitolo, quello della detraibilità dell’Iva, la cui aliquota, nel nostro Paese, è già in partenza più alta rispetto al resto d’Europa. La detraibilità Iva forfetaria sulle auto aziendali in Italia è fissata da tempo al 40%, mentre in tutti gli altri principali Paesi europei, Regno Unito, Francia, Spagna e Germania, la detraibilità Iva è totale (100%). Un aspetto sollevato all’ultimo Automotive Dealer Day dall’intervento dell’allora vicepremier Matteo Salvini.

Questo significa che, prendendo come esempio una vettura dal prezzo di 30.000 euro, senza Iva, quest’ultima in Germania, Francia, Spagna e Regno Unito, costa 30.000 euro, mentre in Italia, dato che solo il 40% dell’Iva è detraibile, costa 33.960 euro. Una differenza che fa capire al volo il caso unico italiano.

calcolo tassazione uto aziendali

Una situazione che non sembra avere fine: a marzo, il Governo ha infatti chiesto alla Commissione UE di poter prorogare per un altro triennio il regime dell’Iva al 40%. “Si tratterebbe della quinta proroga e, di triennio in triennio, sembrano non sussistere più i motivi straordinari e contingenti – spiega Pietro Teofilatto, direttore della sezione noleggio a lungo termine di Aniasa – La possibilità quindi che si attivi un contenzioso tributario vedrebbe l’Italia in posizione molto delicata, considerando che nel 2006 sullo stesso tema la Corte di Strasburgo obbligò il nostro Paese a stabilire la detraibilità al 100%”.

CONCLUSIONI

Riassumendo, rispetto agli altri Paesi europei, in Italia la tassazione sulle auto aziendali è decisamente penalizzante, in quanto l’azienda da una parte detrae meno Iva, dall’altra deduce meno costi. Tutto questo, ovviamente, va a pesare sui bilanci. 

Negli altri Paesi le auto aziendali, per concludere, hanno trattamenti contributivi uguali a quelli degli altri beni strumentali. In Italia no, il trattamento è ben diverso. Ecco perché un ulteriore inasprimento, che speriamo possa essere scongiurato, costituirebbe l’ennesimo clamoroso autogol.

Quanto costa mantenere un’auto all’anno?

QUANTO MI COSTI – Il costo medio per mantenere un’auto in Italia è di 1.614 euro l’anno, con un incremento di un più 6,58% rispetto ai dati che sono stati registrati nel 2018. È quanto emerge dalle rilevazioni effettuate dal comparatore di offerte SosTariffe, che, ad ottobre 2019, ha analizzato le varie fonti di spesa per l’auto verificando i costi regione per regione. Tra le varie voci di spesa che vanno a definire l’ammontare totale annuo, c’è il carburante, che pesa 891 euro, seguito dalla polizza RC auto, che, in media, costa 573 euro, infine, troviamo il costo del bollo e della revisione, che arrivano a circa 149 euro. 

CHI PIÙ E CHI MENO – Tuttavia il costo annuale per il mantenimento dell’auto cambia da regione a regione, con differenze anche piuttosto importanti. Stando a quanto riportato da SosTariffe, nelle regioni del sud Italia si spende di più; la maglia nera spetta alla Campania, a causa dell’esborso dovuto alla RC auto, che in media costa 1.100 euro all’anno, con una spesa media complessiva di circa 2.112 euro. Sempre a causa del costo della RC auto, risultano care anche la Puglia, con un costo medio di 1.863 euro, e la Calabria, dove la gestione dell’auto comporta una spesa annuale di 1.783 euro. Discorso opposto per la Liguria, dove si spendono mediamente 1.498 euro (grazie ad un costo minore del carburante), che si posiziona al di sotto della media nazionale di oltre 100 euro. Tra le regioni “economiche” rientrano anche il Molise, 1.505 euro all’anno, e la Lombardia, con 1.507 euro; quest’ultima regione riesce a contenere i costi grazie a prezzi medi contenuti per la polizza RC auto, di circa 455 euro all’anno.

2019 IN AUMENTO – Nonostante la presenza di alcune regioni particolarmente virtuose, il 2019, rispetto al 2018, ha fatto registrare un aumento dei costi del +6.58% a causa della crescita significativa registrata in Friuli (rincari maggiori del 35%; 1.117 euro all’anno nel 2018 che sono cresciute a 1.509 euro nel 2019), Valle d’Aosta (+22%; 1.259 contro 1.536 euro), Puglia (+22%; da 1.529 a 1.863 euro) e Emilia Romagna (+20%; da 1.314 a 1.576 euro). 

IN CALO – Tra le regioni in controtendenza, il Molise (i costi registrano un calo del 19,76% con oltre 300 euro in meno), Umbria (dove si è passati da oltre 1.893 del 2018 a 1.624 euro nel 2019, con un calo del 14.17%), e Veneto, con la spesa annuale che passa da 1.722 euro a 1.649 euro registrando un calo del 4.26% (in questa regione si registra il costo più alto per il carburante che incide sulla spesa complessiva per 1.000 euro all’anno circa). Nonostante sia una delle regioni più care d’Italia, nel 2019 sono diminuite del 2% le spese in Campania, dove la spesa passa da 2.155 a 2.112 euro, con un risparmio di poco più di 40 euro. In calo anche la spesa per gli automobilisti del Trentino Alto Adige dove l’esborso annuale per il mantenimento del veicolo si fermano a 1553 euro, con un calo del 1.67% rispetto al 2018. 

Tutti pazzi per la Zonda Pagani: 6,8 milioni per un esemplare del 2017

Senza fine: la crescita delle quotazioni per le supercar italiane non conosce davvero sosta. All’asta di RM Sotheby’s, organizzata in concomitanza del Gp di F1 una Pagani Zonda del 2017 (quindi non esattamente un’auto d’epoca…) è stata battuta per l’incredibile prezzo di 6,8 milioni.

“Incredibile” perché la supercar di San Cesaro sul Panaro è appena uscita di produzione ed è già considerata una “classic car”. Anzi una “instant classic” come chiamano i collezionisti auto del genere. Ma “incredibile” anche in rapporto alle quotazioni di altri miti, considerando che alla stessa asta, una Mercedes SL Ali di gabbiano del 1956 è stata venduta ad appena 1,5 milioni di dollari.

Il mondo del collezionismo insomma cerca nuove strade, mai battute prima e legate ad auto più moderne e (relativamente…) più facili da usare.

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Salone di Los Angeles, Giulia o Mustang Mach-E quante novità

Tante novità nella rassegna che si svolge dal 22 novembre al 1° dicembre. Protagonisti i brand italiani del Gruppo Fca, Alfa Romeo in particolare ma anche Bmw, Volkswagen e Ford

Si chiude l’anno in una delle location più belle fra quelle che ospitano i tanti saloni dell’auto in giro per il mondo. Los Angeles e la California, infatti, sono da sempre la “culla” dell’auto, ma anche del cinema, oltre che dell’hi-tech che ha finito col rivoluzionare l’utilizzo tradizionale dell’auto trasformandola in uno smartphone a quattroruote. Per non parlare dell’attenzione per l’ambiente che in California è più viva che in qualsiasi altro stato dei Stati Uniti: non è un caso che Tesla abbia la sua sede proprio qui. E il salone dell’auto (22 novembre-1 dicembre per il pubblico, 20 e 21 novembre per la stampa) non può che rispecchiare questo contesto che vede convivere le auto elettriche con il bolidi con tanta “cavalleria” sotto al cofano o le auto più lussuose se non addirittura glamour. Insomma il trionfo dell’auto in tutte le sue varianti, inclusi i concept specie se lasciano intravedere dei nuovi modelli che non passeranno inosservati. Novità alcune esclusivamente dedicate al grande mercato americano, insieme ad altre destinate anche alla “vecchia” Europa o in alcuni casi l’occasione per lanciare un’inedita strategia per i brand. Insomma di tutto e anche di più senza contare, però, che fra le diverse anteprime annunciate quelle che meritano una segnalazione particolare sono circa una decina che andiamo a scoprire per quanto si sa già a pochi giorni dal loro debutto in pubblico al Los Angeles Auto Show 2019.

Alfa Romeo, debuttano le rinnovate Giulia e Stelvio

Il restyling dei due modelli del Biscione è evidente soprattutto all’interno dove arriva un touchscreen da 8,8 pollici per il sistema di infotainment aggiornato che offre un hotspot Wi-Fi, aggiornamenti software via etere e la funzione di chiamata di emergenza integrata. Ma al salone debutta anche il più grintoso suv compatto di Fiat, la 500 X in versione Sport.

Audi E-Tron Sportback ma anche super Q8 RS

Si allarga l’offerta dell’elettriche premium della Casa dei “quattro anelli” con la versione sportiva della E-Tron, la Sportback accreditata di una potenza di oltre 400 Cv e di uno stile più intrigante rispetto al crossover dal quale deriva. Ma non solo, perché Audi fa debuttare al Salone la più “cattiva” fra le RS, realizzata sulla base del suv di punta del brand, Q8.

BMW con la Serie 2 Gran Coupé e non solo

È il più compatto coupé a quattro porte del costruttore tedesco e deriva dalla rinnovata Serie 1 a trazione anteriore con la quale condivide molti motori, compreso il due litri a benzina da 300 Cv della M235i x Drive. In aggiunta Bmw espone due supercar, la M2 CX e la M8 Gran Coupé da 600 Cv.

Ford Mustang Mach-E, l’atteso Suv elettrico

Lo stile si ispira a quello della supercar a “stelle e strisce” più famosa al mondo, la Mustang che da modello diventa di fatto un brand, ma sotto al cofano dispone di un powertrain completamente elettrico in grado di garantire oltre alla trazione integrale anche un’autonomia superiore ai 500 km che arriverà anche in Italia a fine 2020, ma sarà ordinabile a breve.

 

Hyundai PHEV il “rivoluzionario” suv ibrido plug-in

Si ispira alla show car Le Fil Rouge svelata dal costruttore coreano l’anno scorso e motorizzato con un’alimentazione ibrida plug-in. È destinato a inserirsi nella gamma a fianco dell’attuale suv Santa Fe proponendosi come una sorta di variante più sportiva. Dettagli di stile come il tetto spiovente, i passaruota squadrati e un inedito anteriore.

Kia e la rinnovata berlina d’alta gamma Optima

Dopo aver svelato le sue nuove forme in Corea dove sarà in vendita entro l’anno, debutta anche a Los Angeles per il resto del mondo. Il look è cambiato ed ora l’ammiraglia Kia è più elegante e importante. Da segnalare che la versione per il mercato europeo sarà in vendita anche da noi nel corso del 2020 dovrebbe essere identica alla Optima asiatica.

Mini, nuova Clubman John Cooper Works

L’uso intelligente dello spazio e le caratteristiche di guida agili hanno permesso alla Mini di guadagnare una fedele comunità di “fan” negli Stati Uniti. Dal rilancio del marchio, la versione moderna col feeling Mini ha guadagnato costantemente più popolarità. La rete di concessionari del brand inglese negli Usa comprende 122 concessionari suddivisi in 39 stati.

Porsche 911 con cambio manuale e la Taycan 4S

Nel primo caso non si tratta di un modello nuovo, ma di una dotazione altrettanto intrigante, il cambio manuale offerto negli Usa senza alcun tipo di sovrapprezzo per la Porsche 911. Altro debutto in pubblico a Los Angeles per la versione di ingresso alla gamma Taycan, la sportiva elettrica: si tratta della 4S con una potenza inferiore rispetto alle Turbo e Turbo S.

Toyota Rav4 PHEV in versione plug-in Hybrid

Dopo lo show messo in scena dal costruttore giapponese alla rassegna di Tokyo, Toyota propone anche a Los Angeles un doppio debutto, il primo inedito rappresentato dalla versione plug-in del Suv Rav4, uno dei suoi modelli a “ruote alte” fra i più venduti. A cui si aggiunge la nuova Mirai ad idrogeno che aveva debuttato per la prima volta proprio nel salone californiano.

Volkswagen ID. Space Vizzion

È destinata ad ampliare l’offerta di modelli elettrici di Volkswagen la ID. Space Vizzion proposta per ora in versione concept, ma molto simile al modello che dovrebbe debuttare sul mercato nel 2021 che abbinerà le caratteristiche aerodinamiche di una Gran Turismo con la spaziosità di un suv. Insomma una station wagon dalla vocazione sportiveggiante.