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Mercedes Vision EQS – L’ammiraglia elettrica è pronta per la guida autonoma

l futuro del lusso elettrico secondo la Mercedes-Benz si chiama Vision EQS. È questa la concept che la Casa tedesca porta al Salone di Francoforte, anticipando la probabile ammiraglia del brand elettrico EQ e l’evoluzione dello stile e della tecnologia che vedremo sui modelli futuri.

Oltre 1.000 Led per comunicare con il mondo. Un arco unico disegna l’intera zona dell’abitacolo, con un forte dinamismo e la linea di cintura alta. Il trattamento bicolore argento e nero esalta questo componente e lo stacco con la carrozzeria è ulteriormente evidenziato dalla Lightbelt, ovvero da un listello luminoso blu che circonda l’intera vettura. L’adozione di cerchi di lega da 24″ esalta ancora di più la dinamicità dell’insieme e il passo lungo. In coda troviamo 229 stelle singole che compongono i gruppi ottici, mentre nel frontale sono 940 i led che compongono il disegno della mascherina virtuale, abbinati ai gruppi ottici principali Digital Light con quattro moduli a lenti olografiche ciascuno. Il black panel frontale e tutti gli altri elementi intorno alla vettura possono quindi animarsi e proporre grafiche e messaggi con effetto tridimensionale.

L’interno delle future Mercedes. Gli interni anticipano l’evoluzione che la Stella ha immaginato per i suoi modelli futuri. Tutto ruota intorno all’Advanced Mbux con schermo curvo verticale al centro della plancia, ma in realtà è possibile proiettare immagini anche sulle altre superfici. La banda luminosa che circonda i passeggeri consente inoltre un ulteriore livello di interazione tra uomo e macchina. Sui braccioli sono disponibili altri schermi touch per controllare altre funzioni dedicate ai singoli passeggeri.

Solo materiali ecostostenibili. Le finiture sono ispirate al mondo degli yacht e sono realizzate con materiali sostenibili come il legno di sicomoro coltivato con criteri ecologici, la microfibra dinamica realizzata con materiali riciclati e la pelle artificiale. Il tetto è invece rivestito con un tessuto che integra rifiuti plastici ripescati in mare. Il colore oro rosé delle finiture contrasta con il bianco delle sedute, mentre una boccetta di profumo è stata incastonata all’interno con lo stesso stile artigianale di un gioiello.

700 km di autonomia con ricarica a 350 kW. La piattaforma modulare sviluppata per i modelli EQ trova sulla EQS la sua applicazione con un powertrain inedito. La disposizione dei motori elettrici su entrambi gli assi permette di sfruttare la trazione integrale con ripartizione variabile della coppia. La potenza massima è di oltre 476 CV e 760 Nm e la berlina può così toccare i 100 km/h da fermo in meno di 4,5 secondi, mentre la velocità massima è superiore ai 200 km/h. Le nuove batterie modulari da circa 100 kWh sviluppate dalla Daimler Accumotive promettono una autonomia Wltp di 700 km e meno di 20 minuti per recuperare l’80% dell’energia da una colonnina a 350 kW.

Si potrà ancora guidare, ma è predisposta per il Livello 4. La Mercedes-Benz ha voluto infine sottolineare che la Vision EQS rimane un’auto da guidare. Al di là della scenografica cloche che sostituisce il volante, il progetto prevede l’adozione di sistemi di assistenza alla guida di Livello 3, anche se tutti i sensori di bordo sono predisposti per ricevere aggiornamenti hardware e software che porteranno in futuro al Livello 4, con la totale automazione delle procedure su richiesta del guidatore.

Toyota Yaris – Con la quarta generazione cambia tutto

La Toyota Yaris è arrivata alla quarta generazione senza snaturarsi. Apparsa per la prima volta nel 1999, da noi è sempre stata il “piccolo genio”, grazie all’azzeccato mix fra dimensioni esterne e interne. Vent’anni e quattro milioni di esemplari dopo, fa piacere notare che l’idea di base è rimasta la stessa, anche se profondamente aggiornata. Arriverà su strada prima dell’estate, verso giugno: ancora sconosciuti i prezzi.

Tutto un altro “genio”. Frontale aggressivo – l’ispirazione che sta alla base della nuova Yaris è quella di un toro mentre sta per “caricare”, con tratti di Corolla e C-HR qua e là – coda caratterizzata da una spessa banda nera che unisce i gruppi ottici a Led: la personalità non le manca. Il tutto, insieme ai passaruota posteriori decisamente pronunciati, contribuisce ad aumentare la prestanza fisica della piccola Toyota. Una sensazione supportata dalle dimensioni, perché mentre l’altezza scende di quattro centimetri (1,47 metri) e la larghezza cresce di cinque (1,74 metri totali), la lunghezza rimane praticamente uguale, a 3,94 metri. Ad aumentare, grazie alla nuova piattaforma Tnga-B, è il passo, con ben cinque centimetri in più (2,56 metri).

Profondo lavoro in abitacolo (e non solo). Aperta la porta, si scopre una Yaris premium come mai prima d’ora. La parte superiore della plancia – tutta nuova e su due livelli – si ammorbidisce nei materiali, mentre non mancano giochi di luce e un uso attento della tecnologia: la strumentazione ha due quadranti digitali, lo schermo del sistema multimediale è un touch da 10” e non manca la possibilità di avere l’head-up display a colori. L’aumento del passo ha migliorato l’abitabilità, anche se rimane qualche riserva (dietro) per chi supera il metro e ottanta: se c’è il tetto panoramico è facile sfiorare con la nuca il padiglione. Inoltre, la Tnga-B ha portato pure un posto guida più vicino al suolo di sei centimetri, abbassando oltretutto il baricentro di 15 mm. La nuova piattaforma, più rigida del 35%, ha consentito di risparmiare 20 kg in media sul piatto della bilancia, e di utilizzare sospensioni (lo schema è ruote interconnesse dietro e McPherson davanti) più morbide, per copiare al meglio le asperità della strada. Così facendo, secondo la Casa, si è ottenuto un comportamento stradale tutt’altro che noioso.

Benzina o nuovo ibrido. Due i motori, entrambi a tre cilindri: il noto 1.0 benzina con cambio manuale da circa 70-75 CV (i dati ufficiali non sono ancora stati omologati) e un 1.5 a ciclo Atkinson con fasatura variabile e cambio E-Cvt, destinato alla Hybrid e introdotto per sostituire il quattro cilindri attualmente disponibile. Lo stesso 1.5 è declinato anche in versione tradizionale con trasmissione a variazione continua, ma quasi sicuramente non arriverà sul nostro mercato. Il powertrain ibrido è stato rivisto completamente nel layout: la batteria (sempre sotto il divano posteriore), ora agli ioni di litio e non più al nichel-metallo idruro, è più capiente, ha gli  stessi ingombri di prima e pesa il 20% in meno, mentre la potenza complessiva del sistema aumenta a 115 CV. Non manca la modalità Ev, per percorrere in elettrico circa 4-5 km. Adesso la Yaris Hybrid può marciare a zero emissioni anche a 130 km/h ed è aumentato l’apporto dell’elettrico in accelerazione. Infine, la sicurezza: al debutto un innovativo airbag centrale, pensato per proteggere al meglio gli occupanti in caso di impatto laterale. E poi cruise control adattivo con funzione stop&go nonché mantenitore attivo di corsia. Per puntare, chiaramente, alla massima valutazione Euro NCAP.
 

 

Uniti One – Svelati i prezzi della citycar elettrica

La Uniti ha presentato la versione definitiva della One, una citycar elettrica a tre posti che sarà prodotta in Inghilterra a partire dal 2020. Il sito ufficiale del costruttore svedese riporta un prezzo di partenza di 17.767 euro, non comprensivo della consegna e delle tasse, al quale dovranno poi essere sottratti gli incentivi previsti sul mercato di destinazione.

Tre posti in 3,2 metri. A fronte di dimensioni estremamente compatte, con 3,2 metri di lunghezza e 1,7 metri di larghezza, la One mette in campo scelte tecniche controcorrente per offrire spazio e autonomia adeguate all’utilizzo urbano. All’interno è previsto un divanetto da due posti e un sedile centrale per il guidatore, che trova di fronte a sé la strumentazione digitale su tre quadranti per gestire tutte le funzioni di bordo grazie al sistema operativo Android. Abbattendo il divano si ottiene un bagagliaio da 760 litri di capacità, contro i 155 litri standard. La chiave è sostituita da un’app da installare sul proprio smartphone.

Da 150 a 300 km di autonomia. Per migliorare l’autonomia si è lavorato sul peso: con 600 kg a secco è stato possibile infatti adottare batterie compatte. I clienti potranno scegliere tra le varianti da 12 e 24 kWh, capaci rispettivamente di 150 e 300 km di autonomia nel ciclo Wltp. La versione con batteria più capiente adotta la ricarica a 50 kW, che consente di passare dal 20 all’80% della carica in 17 minuti. Il motore elettrico da 68 CV e 85 Nm sull’asse posteriore garantisce uno 0-100 km/h in 9,9 secondi, mentre la velocità massima è di 120 km/h.

 

Gli Adas restano opzionali. Per i clienti che confermeranno gli ordini entro la fine del 2019 verrà fornita la versione Founders Club, che include tutti gli aggiornamenti software previsti in futuro. Per il momento il configuratore consente di scegliere soltanto tre colori esterni (Scandium, Graphite e Titanium) e nella dotazione di serie figurano il tetto panoramico con trasparenza regolabile elettricamente, l’Abs, l’illuminazione interna Led regolabile, la retrocamera, tre prese Usb e l’impianto audio con quattro diffusori. Tra gli optional troviamo invece i fari Led, gli Adas del pacchetto Mobileye 6, il sedile riscaldabile per il guidatore, il climatizzatore e l’impianto audio premium.

Fabbriche automatizzate per produrre in loco. La Uniti ha ambiziosi progetti di espansione e ha formulato una strategia di produzione localizzata per i mercati di destinazione. La vettura è stata infatti progettata per essere assemblata in maniera totalmente autonoma, con interventi umani limitati al controllo qualità. Dopo l’Inghilterra e il Nord Europa, la Uniti sta valutando la possibilità di proporre la vettura anche negli Stati Uniti, in Australia, in India, in Sud America e in Medio Oriente: è inoltre in fase di studio un secondo modello di maggiori dimensioni.

 

Polestar 2 – Svelati i prezzi europei dell’elettrica

Il marchio Polestar è pronto a fare il salto di qualità verso il grande pubblico introducendo sul mercato europeo la Polestar 2, il suo primo modello elettrico di fascia media. Dopo l’elitaria Polestar 1 plug-in hybrid che sarà prodotta in serie limitata, la Polestar 2 si rivolge al grande pubblico e sarà in consegna a partire da giugno del 2020 nell’edizione di lancio con prezzi che, in Norvegia, partiranno da 46.768 euro (in Germania sarà di 58.800 euro, contro i 59.800 euro di Belgio e Olanda): i clienti possono già riservare un esemplare versando un deposito, non vincolante, di 1.000 euro. L’Italia non appare per il momento tra i paesi annunciati per l’avvio della prima fase di commercializzazione: l’elettrica arriverà dunque in un secondo momento.

408 CV e 500 km di autonomia. La Polestar 2, già presentata al Salone di Ginevra, sarà proposta con un powertrain elettrico con due motori per un totale di 408 CV e 660 Nm e batterie da 78 kWh che garantiranno un’autonomia di 500 km nel ciclo Wltp. Nel prezzo della vettura sono compresi tre anni di assistenza e manutenzione con ritiro e riconsegna della vettura a domicilio. È già possibile prenotare un esemplare online con un deposito rimborsabile di 1.000 euro: si tratta dell’unico sistema di acquisto disponibile, in attesa dell’apertura dei Polestar Spaces nei paesi di destinazione.

Anche con il Performance Pack.  Cerchi forgiati da 20″ e impianto frenante Brembo con pinze a quattro pistoncini sono i biglietti da visita della versione più sportiva dell’elettrica. Con il Performance Pack, infatti, i clienti potanno migliorare la dinamica di guida della Polestar 2: a seconda del mercato i prezzi saranno compresi tra i 5.000 e i 6.000 euro. Oltre alle modifiche tecniche, che comprenderanno anche degli ammortizzatori regolabili Öhlins, i modelli Performance saranno caratterizzati dalla presenza di cinture di sicurezza color oro, tinta che verrà ripresa anche dai coprivalvole dei cerchi

Full optional per cominciare. L’allestimento unico disponibile al lancio offre di serie il Pilot Package e il Plus Package. Il primo include il Pilot Assist, l’Adaptive Cruise Control, il Blind Spot Information con Steer Assist, il Cross Traffic Alert, il Rear Collision Warning e Mitigation, il Collision Avoidance con frenata e sterzata automatica, il Forward Collision Warning, il Lane Keeping Aid, il Road Sign Information con Speed Limiter, il Driver Alert Control, il Post Impact Braking, i sensori di parcheggio con telecamere a 360 gradi e il sistema HomeLink. Il secondo offre invece il tetto panoramico fisso, i gruppi ottici digitali, i fendinebbia Led con funzione cornering, i getti riscaldati del lavavetro, i sedili e il volante riscaldabili, l’impianto audio Harman Kardon, le prese Usb posteriori, la ricarica wireless per smartphone e il pacchetto portaoggetti. 

Auto elettriche, le più affidabili

Quali sono le auto elettriche migliori e più affidabili per autonomia? Ovvero, quali di queste macchine “a pile” non rischiano di lasciarci a piedi perché si scaricano? un calcolo parziale ma non improvvisato, basato sulle tariffe delle colonnine di rifornimento Enel Drive (0,40 euro al Kw/h) attesta che le due vetture migliori per autonomia sono la Tesla Model S e la sua gemella Model T. Si tratta di due autentiche super-car dal prezzo non certo alla portata di tutti (anzi!) con velocità massime di oltre 200 Km/h. Ma dal punto di vista dell’autonomia id viaggio, quantomeno, sono abbastana sicure di portarci a destinazione: entrambe sono in grado di viaggiare con le batterie piene per oltre 550 chilometri. Terza in classifica la Rénault Zone (la Clio elettrica) che fa 380 km con un pieno di energia elettrica. Quarta la Golf-E che si ferma a 300 chilometri di autonomia. Quinta la Hyndai Ioniq che va ricaricata dopo 280 km. Per quanto riguarda i costi di ricarica, la vettura elettrica più conveniente è la Citroen C-Zero: farle il pieno costa solo 5,80 euro. Al secondo posto la Mitsubishi MiEv che si ricarica al massimo con 6,40 euro. Invece la Hyundai Ioniq, che si ricarica al massimo con 11,30 euro, presenta il miglior rapporto costi/percorrenza: con un solo euro di ricarca si fanno quasi 25 chilometri! Altro che la benzina…

 

Fonte: inAuto & Moto